Alla Scoperta del Pollino
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Con GradoZero sulla Calcinaia

2/18/2024

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La prima escursione GradoZero del 2024 non poteva che andare diversamente: bella gente, giornata praticamente di primavera inoltrata e luoghi meravigliosi ai confini del Parco Nazionale del Pollino!

La nostra salita alla Calcinaia ha regalato panorami a perdita d'occhio: dal Massiccio del Pollino allo Ionio, dal Caramolo al gruppo montuoso del Sirino.
Un itinerario su tracciati quasi perduti tra briglie e muretti a secco, passaggi per il bestiame, attraversamenti di valli e pianori, boschi di leccio e faggio, quasi sempre al confine tra Morano Calabro e Saracena.

​A proposito di Saracena, oggi si festeggia! 
VIVA SAN LEONE!!!

Alla prossima!

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Luoghi da scoprire: il Fosso dello Strittolo

2/15/2024

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Il Parco Nazionale del Pollino è un'area che possiede una serie di siti di grande importanza ed interessantissimo valore naturalistico e/o storico-culturale. Una delle cose straordinarie è che sono così tanti che dubito di riuscire a vederli e visitarli tutti! L'emozione è tanta quando riesco ad esplorarne di nuovi e poco conosciuti.

Quella di voglio parlare in questo breve articolo è una località posta nel territori di Castronuovo di Sant'Andrea (PZ), denominata: Fosso dello Strittolo. Sono venuto a conoscenza di questo itinerario grazie ad un post sulla pagina del MIG Museo Internazionale della Grafica inviatami come nuova meta da esplorare, da chi ogni tanto mi accompagna nei miei sopralluoghi. Ho praticamente colto la palla al balzo.

Grazie alla disponibilità di Silvano Di Leo (tra le altre cose un agricoltore custode appartenente al progetto Itinerari della Biodiversità con l'ALSIA a cui rimando al link della sua attività: Arte in Orto ) abbiamo calendarizzato l'escursione e ho potuto scoprire questo luogo incassato tra le pareti di conglomerato che nei migliaia di anni il torrente ha accumulato strato su strato. La vegetazione, gli scenari scavati dall'acqua nel fosso, la fauna che lo abita, l'acqua che proviene lateralmente da altre fonti che modella ancora a tratti le pareti laterali e la storia che lo circonda, rendono sicuramente questo luogo meritevole di attenzione.

Si parte nei pressi della Taverna, una struttura settecentesca diventata appunto taverna con annesso mulino proprio all'entrata del Fosso dello Strittolo, posta su un'antica via di comunicazione che proseguiva attraverso il Bosco di Magrizzi-Cielagreste, ora foresta regionale, verso Calvera.
Ci siamo quindi addentrati subito lungo il Fosso che diventa ricoperto da muschi mentre piante rampicanti, prevalentemente edera e vitalba discendono dall'alto, alternandosi alle parti nude in cui si notano i conglomerati cementati lungo le sponde della gola che il corso d'acqua ha con lentezza e costanza scavato, con dei tratti anche molto profondi. Qui gli occhi continuano a meravigliarsi tra i giochi di luce e di alternanza tra acqua e vegetazione, oltre che a restringimenti e ampliamenti del letto in cui si cammina, e che per più volte obbliga a mettere i piedi interamente in acqua, così come alcuni tronchi schiantati lungo il corso del torrente rendono il percorso più suggestivo.

Silvano mi racconta delle peculiarità che ha di volta in volta incontrato percorrendo il fosso e conferma l'importanza naturalistica dell'area che lungo tutto questo tratto si lascia percepire senza troppi dubbi. Si notano di tanto in tanto concrezioni calcaree che lasciano individuare lo scorrimento più o meno evidente di acqua che raggiunge da altri percorsi il fosso, così come sono presenti, tra la vegetazione dominante di querce, begli esemplari di pioppo nero e carpino (probabilmente bianco). 

Si risale di quota senza accorgersene e pian piano le pareti si abbassano e iniziano a lasciare spazio ad un letto più ampio fino alla presenza di un piccolo rivolo d'acqua e alla sua conseguente scomparsa totale.
Prima di una sua diramazione, c'è l'uscita dal Fosso, con una salita breve ma impegnativa che conduce  in piena querceta con un sottobosco totalmente ricoperto da pungitopo. Si raggiunge una fontana ormai non più in funzione dell'Azienda Foreste Demaniali, e poi alla Caserma Forestale di Magrizzi dove pranziamo, e più precisamente dove Silvano mi fa assaggiare il peperone bianco di Castronuovo di Sant'Andrea e i pomodorini gialli costoluti di Castronuovo di Sant'Andrea
 componendo un piatto tipico: l'insalata gialla e rossa di Castronuovo di Sant'Andrea che mi dice qualcuno completa con un po' di baccalà. Buonissima! 
Terminiamo il pranzo e procediamo attraverso la comoda sterrata che attraversa il Bosco di Magrizzi. Questa dopo circa un paio di chilometri inizia a scendere verso Taverna, non prima però di passare di fronte l'Olivo di Sant'Andrea, che tradizione vuole sia stato piantato dal Santo di Castronuovo prima di lasciare il paese natio. Un'altra bella suggestione prima di completare l'escursione e il sopralluogo.

E' un'esplorazione che mi ha permesso di ammirare il corso integro della natura in un ambiente particolare. Molta riflessione c'è da porre sulla sua eventuale fruizione, rispettando al massimo la naturalità del luogo e prendendo in considerazione tutti i rischi derivanti dalla conformazione del sito e frequentandola limitatamente e con le dovute precauzioni (sicuramente non adatta ai poco esperti). Sicuramente una chicca da tutelare ai confini nord del Parco e un'altra piacevolissima scoperta.
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Scoprire e ri-scoprire i luoghi

2/10/2024

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"Si deve essere contenti di scoprire, ma fate attenzione a spiegare".
Georges Braques

E' stato un inizio 2024 molto particolare: praticamente due eventi nevosi, di cui solo uno più importante e le restanti giornate quasi tutte soleggiate e prive di nuvolosità, primaverili. 

Nonostante la preoccupazione per la mancanza di neve e acqua sotto forma di precipitazioni (che proprio ora mentre scrivo sta bagnando di nuovo il terreno), l'altro lato della medaglia è stato quello di poter svolgere sopralluoghi e camminate quasi tutti i giorni. Continuo ad aggiungere luoghi al mio personale mosaico del Pollino. Ho modo di apprezzare località che in altri momenti sono completamente diverse o è difficile frequentare per un motivo o per un altro, e ho modo di incontrare più volte la fauna del territorio visto la minore presenza di disturbo antropico.

E' bello poter pensare che per quanto vagherò tra le terre del Pollino non avrò mai finito di scoprire ed osservare questi territori. Questo l'avevo capito già qualche tempo fa da chi ha iniziato a farmi conoscere questi posti, ma iniziare a sentirlo davvero su sé stessi è differente. Si inizia anche a pensare ad una sorta di maturazione che si sta concretizzando della propria esperienza. Aspetto che voglio sicuramente continuare ad evolvere.

Un aspetto divertente è quello che, nonostante continui a spuntare idee di percorsi, vecchi itinerari, tracce che dovrebbero essere lì cartina alla mano, la lista invece che diminuire continua ad allungarsi! Ho ancora tanto da fare. L'accompagnamento dei visitatori è qualcosa che si realizza su un percorso ben conosciuto, verificato e che si ha ben nelle proprie corde. In questi casi invece, magari accompagnati da buoni amici o buone amiche, l'emozione è diversa e i momenti che si vivono lasciano trasparire una naturalezza più sincera della scoperta dei luoghi. Ma c'è tanta soddisfazione poi, quando questi itinerari riesci a condividerli in percorsi che puoi fare con chi ti segue in escursione e si affida a te per la passione di vivere la montagna e più in generale la natura. Lì si conclude un lavoro che a volte dura mesi e mesi, tanto per semplificare: trovare il percorso giusto, il periodo corretto, il dettaglio che fa la differenza, il tragitto che meno disturba quel luogo.

Queste sono 8 foto di altrettanti sopralluoghi fatti tra il 15 gennaio e il 10 febbraio di questo inizio 2024. Condivise con chi ha la curiosità di esplorare questo blog e il mio sito. Posti o dettagli di luoghi che non tanti conoscono, e che vi assicuro sono connessi al grande valore di questo Parco Nazionale, e di queste due Regioni, Calabria e Basilicata.

Foto 1 - Faggeta contorta su Serra Cuparelli, Saracena (CS)
Foto 2 - I pianori di Sarniella, Mormanno (CS)
​Foto 3 - Laghetto di Masistro, Saracena (CS)
Foto 4 - Chiesa della Madonna della Neve o dello Sparviere, Alessandria del Carretto (CS)
Foto 5 - Pino loricato sotto il sentiero della Tagliata di Pollinello, Castrovillari (CS)
Foto 6 - Tritone italico, abbeveratoi a Campotenese, Morano Calabro (CS)
Foto 7 - Esemplare notevole di Tasso (Taxus baccata) nel Vallone Abbeveratorio, Acquaformosa (CS)
Foto 8 - Il profilo di Monte La Spina dal crinale che risale su Monte Zaccana, Castelluccio Superiore (PZ)

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I Pulcënëllë di Alessandria del Carretto 2024

2/4/2024

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Oggi ho avuto la conferma di uno dei momenti e degli eventi più interessanti e suggestivi del Parco Nazionale del Pollino.

Dopo la nostra escursione, abbiamo potuto seguire vestizione, e sfilata delle maschere del tradizionale carnevale di Alessandria del Carretto. 
Questa volta con la fortuna di essere invitati in ben due delle case private (alcuni momenti nelle prime quattro foto), dove alcuni degli abitanti del paese si preparano ad interpretare i famosi Pulcënëllë. Accolti nella loro casa come se fossimo amici da anni o veri familiari, tra un bicchiere di vino rosso e qualcosa da mangiare "per accompagnare". L'intimità della casa aperta con naturalezza estrema a degli sconosciuti, mostrando loro i riti, i simboli e i gesti di un rituale antico e arcaico che prende il suo significato da azioni tra le più antiche tramandate e radicate nei nostri territori. 

Dire grazie sarebbe probabilmente dire troppo poco, ma la riconoscenza è davvero grande.
Ancora complimenti per la meraviglia creata per chi ha passato il pomeriggio di questo 4 febbraio ad ammirare il Carnevale Di Alessandria del Carretto (CS).

(Link articolo pubblicato nel 2023 con alcuni informazioni sul Carnevale e sulle maschere:
clicca qui )
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Officina del Buon Cammino 104 - I Boschi dello Sparviere

2/4/2024

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Ritorna il Carnevale Tradizionale di Alessandria del Carretto, e per il secondo anno con "Alla Scoperta del Pollino" si va in escursione sul Monte Sparviere, territorio montano che identifica il paese posto più in alto di tutto il Parco Nazionale del Pollino, tra le sue particolarità naturalistiche e culturali.

L'itinerario permette di ammirare i panorami dal Tappaiolo, fino alla Sella di Lagoforano con il suo laghetto ghiacciato e recuperare le energie con il buon cibo a Km-Zero prima di rientrare nel borgo e assistere ad uno degli eventi più caratteristici di tutto il sud Italia. 

A presto e come sempre Buon Cammino! 

Un grazie per la collaborazione a Francesco Sallorenzo, collega e guida ufficiale del Parco e a Lorenzo La Rocca, presidente di Alessandria Trek.

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    Sono sempre stato un appassionato di escursionismo e ho sempre sfruttato ogni momento disponibile per poter girovagare sulle montagne vicino casa.
    Oggi mi ritengo uno dei fortunati che è riuscito a fare della sua passione un mestiere. Qui racconterò alcune delle meravigliose esperienze vissute nell'area protetta più grande d'Italia
    .

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